domenica 26 agosto 2007

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insomma avrete capito che fra poche ore si lascia la ridente Italia e si inizia l’eterno viaggio verso la terra dei canguri…ora il blog era nato proprio per questo, per essere diario di questa avventura… purtroppo non siamo sicuri di potervi aggiornare con frequenza giornaliera sulle nostre peripezie a testa in giù, quindi prima di partire vi abbiamo lasciato un bel po di materiale nuovo da leggere…confidiamo di riprendere le trasmissioni non appena avremo assorbito il fuso orario!
c. e garret

le cose hanno un volume by c.

Siamo al giro di boa, scatta il conto alla rovescia, il volo parte alle 16.25 e i bagagli sono pronti e, ahimè, immensi..Ebbene si, perché, cari lettori, le cose hanno un volume e, a quanto sembra, un volume non trattabile, ecco quindi che ieri dopo aver tergiversato un paio di giorni, mi sono trovata faccia a faccia con il mio zaino da 70 litri e con la montagna di vestiti, scarpe, libri e ammennicoli vari che nel corso della settimana avevo accumulato come una formichina zelante. Al primo giro è stato delirio puro, poi dopo ripetute e maledette combinazioni, previa una rigida selezione sono finalmente riuscita a far entrare il mio mondo fisico nell’angusto spazio del magico zaino…mannaggia al mio cromosoma X che mi fa portare 4 paia di scarpe e 300 t-shirt carine..insomma la genetica dovrebbe provvedere… se proprio nasci donna che almeno ti venga assegnata alla nascita una borsa come quella di mary poppins!

zen da post ferragosto by c.

Ferragosto è passato, il grosso dei miei concittadini è tornato dalle ferie abbronzato ma nervoso, e l’altra sera come me, è stato testimone di un episodio ben strano ma che dovrebbe far riflettere.
Erano circa le quattro del pomeriggio, io camminavo per strada e ad un tratto ecco la scena che mi vidi davanti agli occhi: una ragazza suppergiù della mia età alla guida di una punto color cristallo era ferma tranquilla ad un semaforo, allo scattare del verde però anziché ingranare la marcia e partire come era lecito aspettarsi la giovane automobilista si è ben guardata dal fare alcunché dopo una decina di secondi di attesa la gente in coda dietro di lei ha cominciato a suonare prepotentemente il clacson sacramentando e lanciando improperi nei confronti dell’immobile guidatrice finchè dopo circa un paio di minuti non è scattato nuovamente il rosso. La giovane è allora placidamente scesa dalla propria auto, è salita sul tetto del veicolo e con tutta la voce che aveva in corpo ha urlato: “Vedete???non è successo niente”
Nello stupore più completo la giovane è semplicemente scesa dal tetto, è risalita in auto e al nuovo semaforo verde, come era lecito aspettarsi, ha ingranato la prima ed è partita.

musei d'agosto by garret

Kipling, una volta- scrisse che nel mondo ci sono due categorie di persone: quelli che stanno a casa e quelli che non ci stanno. L’ente museo, per definizione, sembra riguardare entrambe. In estate la città osserva due mareggiate contrarie. si spopola di molti suoi abitanti e si ripopola di visitatori e turisti. Ciò accade anche per Varese che vanta alcuni scrigni preziosi e dintorni pittoreschi.
Ci siamo dunque chiesti in che modo i musei varesini vivano d’estate. Se la loro è veramente vita o invece pura sopravvivenza. Cosa offrono e a chi.Per un’esigenza di praticità e spazio, il campo d’indagine scelto non esce dai confini cittadini. Si può supporre che la visita del potenziale visitatore incominci in centro, non lontano magari da un centro di informazione turistica.
E giusto in centro, in Piazza della Motta, al N. 4, si trova il Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello, aperto per il periodo estivo (dal 1 Giugno al 31 Ottobre) dalle 10.30 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 14 alle 18. Il museo è chiuso il lunedì, ma il primo sabato di ogni mese posticipa la chiusura alle 22 serali. Cosa offre? Reperti archeologici legati alla nostra zona, molto dei quali provenienti da necropoli, con particolare attenzione alla numismatica. La sezione romana, in particolare,attesta l’assimilazione dei popoli cisalpini al costume romano e si aggiunge e integra la sezione sulla seconda età del ferro. Sarebbe tuttavia sbagliato attendersi un pubblico di soli “addetti ai lavori”, il visitatore tipo è infatti il padre di famiglia, colla stessa a seguito. Il museo vanta una media di una decina di visitatori al giorno, il biglietto costa 3 euro, il ridotto 2, i bambini fino ai 6 anni entrano gratis.
Una seconda tappa potrebbe essere il civico museo d’Arte Moderna e Contemporanea presso il castello di Masnago, anch’esso aperto dalle 10 alle 12.30 e, nel pomeriggio dalle 14 alle 18.30, chiuso il lunedì, ma con apertura serale protratta alle 22 il terzo sabato del mese. Il castello, oltre alla collezione permanente, in cui spiccano alcuni lavori del Tavernari, ospiterà fino al 2 Settembre una temporanea, a cura di Luciana Schiroli, dedicata alle sorelle Grimoldi: Angela, pittrice, e Giovanna, autrice di eclettici abiti-scultura, degni dell’attenzione di Vogue e del plauso di importanti nomi femminili dello starsystem. La mostra funziona? Si può dire di sì, piace soprattutto agli stranieri e ha raggiunto la punta giornaliera di una quarantina di visitatori. Qui il biglietto intero è di 4 euro e il ridotto di 3. Quest’ultimo si applica agi anziani, ma anche ai giovani fino ai 18 anni.
Se il nostro turista potenziale opta invece per una full immersion che possa protrarsi anche tutto il giorno, non può esimersi dal visitare Villa Panza, sul colle di Biumo, a due passi dal centro, dove con un biglietto di 10 euro (che diventano 5 per i bambini dai 4 ai 12 anni e 2 per gli aderenti), si aggiudicherà la visita completa della collezione permanente, del parco e della temporanea dedicata al padre del concettualismo j Kosuth., temporanea che, dalla inaugurazione in sordina il 19 Luglio, ha già portato al museo approssimativamente 2500 persone. Villa Panza, che offre un servizio interno di ristoro, è aperta con orario continuato dalle 10 alle 18 ed è chiusa il lunedì, sebbene nella settimana di ferragosto, lodevole iniziativa, abbia rinunciato al giorno di riposo settimanale. Qui sono moltissimi gli stranieri, accanto allo zoccolo duro rappresentato da francesi e tedeschi, visitatori di area anglofona e qualche giapponese.
Infine è d’obbligo una tappa al museo Baroffio e del santuario del Sacro Monte, in località omonima, che nei sei anni trascorsi dall’apertura al pubblico, registra puntualmente in Agosto il maggior numero di visite, fino a 1000 negli anni passati. L’agosto 2007 si è stabilizzato su una quota leggermente inferiore, complici la meteorologia, con le piogge torrenziali dei giorni passati e la ridistribuzione dei parcheggi nella zona, che per quanto doverosa forse scoraggia i visitatori. Ai tre giorni fissi ( Giovedì , Sabato, Domenica dalle 9.30 alle 12.30 in mattinata e nel pomeriggio dalle 15 alle 18.30) si aggiungono le aperture straordinarie per gruppi, concordabili colla direzione. Il biglietto d’entrata, gratuito per i bambini fino a 6 anni, è di 3 euro, la riduzione ad un solo euro si applica ad una casistica vastissima, a beneficio di anziani, giovani, studenti, comitive di più di 10 persone e una larga tipologia di soci. La permanente, in questi 6 anni di vita, è stata variamente accresciuta da successive donazioni e la sezione di arte sacra contemporanea vanta, accanto agli ottimi Tavernari, Bodini, Guttuso e Sironi, addirittura una madonna con bambino di H. Matisse!
Il nostro potenziale turista, finora piuttosto felice, resterà deluso nel constatare che, a sole poche centinaia di metri , il museo Pogliaghi sia ancora chiuso per restauri, ma la questione che metterà a dura prova il suo intelletto sarà un’altra, mi riferisco all’orario di apertura di Villa Baragiola, dalle 17.30 alle 20.30. Durante l’inaugurazione della stessa , il 6 luglio scorso, si era lasciato intendere che scopo aggiuntivo della mostra fotografica “il racconto del silenzio” sui Sacri Monti prealpini, ospitata nel suo immenso spazio espositivo, dovesse essere proprio quello di promuovere un turismo anche giornaliero verso il Sacro monte di Varese! Lascia anche sorpresi che uno spazio espositivo così grande sarà sacrificato a questo orario fino al 28 ottobre prossimo.

venerdì 24 agosto 2007

Jivaro!-incidente in libreria by garret

Incredibile incidente, ieri pomeriggio, in una libreria del centro. Il nutrito numero di persone presentatosi all’annuale appuntamento per il ritiro libri – si tratta dei libri dei figli, studenti delle scuole medie- è stato accolto da uno dei commessi in maniera del tutto insolita. I libri invece che essere consegnati ai genitori degli alunni sono stati loro lanciati da dietro il banco. Il fatto avrebbe anche potuto essere archiviato come una originale burla. Sfortunatamente la mira del commesso era abbastanza precisa. Ci sono almeno dieci contusi, di cui uno ferito all’occhio destro. Lo sfortunato cliente ha ovviamente minacciato ripercussioni legali contro l’assalitore e la libreria. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato l’aggressività del commesso. Più testimoni asseriscono di averlo sentito gridare in contemporanea al primo –preciso- lancio: “Jivaro!”, o un termine simile. In effetti uno dei proiettili cartacei, ricorrenti nella batteria del lanciatore era il classico della narrativa “I fiumi scendevano a oriente” di Leonard Clark, nelle cui pagine compaiono anche i micidiali guerrieri Jivaro, che nel buio cuore della foresta amazzonica, si dedicano alla paziente e agghiacciante pratica di rimpicciolire le teste dei nemici sconfitti. Fermato e immobilizzato dai colleghi, il folle lanciatore è stato consegnato nelle capaci mani di una pattuglia della polizia. Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che il giovane non fosse assunto regolarmente. Il datore di lavoro non ha voluto commentare il fatto. Oscure, tuttora, le motivazioni del gesto inconsulto.

mostra sui sacri monti a villa Baragiola by garret

In alcuni appunti di viaggio di “Le vie dei canti”, Bruce Chatwin indugia sugli effetti imprevisti dell’avvento e del superamento dell’anno Mille, atteso dai contemporanei con vero e proprio terrore, come limite temporale estremo, a cui un mondo che invecchia –il nostro- non sarebbe sopravvissuto : “Come scrisse il vescovo Glabre in un verso bellissimo <<>>”.
Così fra gli effetti, questi non collaterali e non imprevisti, della Controriforma ci fu il pullulare dei Sacri Monti, di cui la zona insubrica fu ampiamente dotata. La logica estetica dei Sacri Monti è quella di sfruttare le suggestioni di alcuni luoghi paesaggistici come fondale spettacolare per l’ammaestramento evangelico. Dio crea, la chiesa sceglie, il credente stempera il senso di colpa nella commozione per il creato. Non stupisce, poi, che proprio la zona prealpina abbia accolto l’architettura sacra del Sacro Monte, essendo detta zona l’estremo avamposto prima del pericoloso mondo riformato. Il santuario come un forte, le cappelle come una linea di ordinati soldati.
L’inaugurazione di Villa Baragiola (Masnago) coincide con quella, al suo interno, di una mostra che si propone di rilanciare i Sacri Monti, quello di Varese in testa, come luoghi di arte e natura: arte sacra e natura creata.
Massimo Zanello, assessore della cultura in Lombardia, e Attilio Fontana si dicono decisi a sfruttare al meglio la pubblicità prestigiosa che il riconoscimento dell’UNESCO conferisce ai Sacri Monti lombardi e piemontesi e, fra le righe, a farla fruttare economicamente.
Curatore della mostra è Paolo Zanzi che, già dal lunghissimo titolo della stessa, insiste su silenzio e stupore ( l’esatto opposto di quanto la visita inaugurale ha garantito). “L’innocenza negata, il dubbio, lo stupore e l’assenza” sono tre dei suggestivi titoli delle nove stanze -e quindi case, tappe- del percorso, in cui il tema di volta in volta proposto è affrontato affiancando immagini dai diversi percorsi sacri: quello di Ossuccio, di Varallo, Orta, Varese; immagini a loro volta illustrate da versi di Garcia Lorca, Rilke, Quasimodo, Saba e Turoldo.
Tuttavia al di là dell’inseguito e proclamato mistero non può non sorgere qualche perplessità.
Villa Baragiola pare essere la sede ideale di ogni mostra. La razionalità schematica del lungo porticato esterno, la facciata della villa vera e propria in posizione leggermente defilata, l’ampio giardino che la sovrasta, si aggiungono alle caratteristiche dello spazio interno: altrettanto ampio (500mq), scandito e ritmato da una seconda teoria di colonne e ben illuminato. Sfortuna vuole che “ Il racconto del silenzio – lo stupore dell’umano nelle scene misteriche del Gran Teatro dei Sacri Monti prealpini” non sia la mostra ideale.
L’allestimento ignora, invece di sfruttarle, le caratteristiche specifiche del luogo. Porta il buio là dove c’è luce;esaspera, chiude, stringe uno spazio perfetto che altro non chiede di essere lasciato così com’è; non me ne vogliano i curatori ma paiono essere stati vittima del horror vacui!
L’accostamento evocativo di parola poetica e immagini sacrifica un approccio storico, filologico. C’è senz’altro un intento mistico in questa scelta, tuttavia la storia dell’arte, proprio come la storia è fatta di nomi e date, non solo di emozione ,ma anche di informazione.
La mostra, che si protrarrà fino al 28 Ottobre, servirà sicuramente ad uno dei suoi scopi: quello turistico. Tuttavia una mostra d’arte, in uno spazio espositivo di così rara perfezione, dovrebbe cercare di essere qualcosa di più che non la versione artistica di un ufficio turistico.
Di lassù, fra arte e natura, il forestiero resterà sicuramente incantato dalla verde vista di una Varese, che a chi invece conosce il Sacro Monte da prima dell’ UNESCO, continua ad apparire, quanto a scelte culturali, autoreferenziale e provinciale.

firma del progetto isola by garret

Alle 11.30 di ieri, venerdì 13 Luglio, nella sala neoclassica di Villa Recalcati è stato firmato il protocollo d’intesa del progetto Li. So. La, atto al reinserimento sociale e lavorativo delle persone beneficiate dall’Indulto, coll’obiettivo di arginare così il problema di una loro possibile ricaduta nell’illecito e nella malavita. Il progetto si avvale di un piano di intervento finanziato dalla Cassa Ammende del Ministero della Giustizia e dalla Regione Lombardia.E’ quindi un caso in cui lo Stato chiede l’aiuto di un ente territoriale, fornendogli una sovvenzione; intorno al tavolo del protocollo d’intesa si siedono quindi la provincia e il comune di Varese, quello di Busto Arsizioe L’Amministrazione Penitenziaria Regionale della Lombardia, nelle persone di Rienzo Azzi (Assessore al Lavoro e Politiche Giovanili della Provincia di Varese ), Gregorio Navarro (Assessore alle Politiche per la Famiglia e i giovani del Comune di Varese), Luigi Chierichetti (Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Busto Arsizio) e il Dott. Anastasio in vece del Provveditore Regionale per la Lombardia Luigi Pagano, nonché il direttore del carcere di Varese e una collaboratrice di quello di Busto.
L’Accordo siglato riguarda quella parte della popolazione carceraria già graziata, ma ancora ospitata nelle strutture detentive: beneficiare dell’atto di clemenza non è concretamente possibile se l’ex detenuto non trova una situazione favorevole e garantita dalle istituzioni, che ne guidi il reinserimento nella società. Primo obiettivo fornirgli quindi un posto di lavoro, da qui la necessità di agire in concerto cogli enti territoriali e nelle realtà locali. L’aspetto del protocollo che riguarda le “borse – lavoro”, l’inserimento protetto e monitorato in un’attività lavorativa, non vuole essere però puramente assistenziale: è implicito un aiuto continuativo dello Stato, in termini finanziari, solo nel caso la strategia porti a dei risultati reali per tutte le parti in causa.
L’obbligo morale di fornire un lavoro all’ex detenuto per rendere l’Indulto una possibilità concreta, dovrebbe essere completato con la promozione di un dialogo continuo fra carcere e famiglia. Il riscatto sociale dell’ex detenuto è strettamente legato alla possibilità che la sua famiglia possa sapere quali opportunità gli sono offerte.
I carceri di Varese e Busto Arsizio si sono mossi in questa direzione consapevoli che il problema del reinserimento non può essere affrontato improvvisando. Le reali possibilità si costruiscono durante la detenzione, premiando chi si mostra meritevole. Sportelli informativi, agenti di rete, progetti “cerniera” hanno permesso a Varese di accusare in modo quasi indolore la totale mancanza di indicazioni e i ritardi istituzionali che si stanno colmando solo oggi, a un anno dall’Indulto, un anno scandito dalle fasi, stando ai presenti, dell’emergenza e dell’abbandono. Già a Busto, che presenta una realtà sociale differente da quella di Varese, la situazione da affrontare è stata più delicata e difficile, basti riflettere sul dato che dei 123 beneficiati a oggi ( contro i 42 di Varese) ben 68 sono stranieri.